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Inversione di tendenza di breve periodo

Pubblicato il 24 aprile, 2015 | Categoria: VideoAnalisi

I migliori titoli per Piazza Affari

Dall’intervista di TREND-ONLINE.com al nostro trader Alessandro Aldrovandi.

1) I mercati sembrano essersi bloccati dopo un’esplosione di ottimismo sull’Europa e Piazza Affari in generale: mancanza di direzionalità o semplicemente altro?

Tutti i principali mercati europei, Italia compresa, hanno corso moltissimo dai minimi dello scorso gennaio, realizzando performance superiori al 30%. La salita è stata continua, molto forte e lineare, senza mai alcun tipo di ritracciamento o pullback degno di nota. Anzi, le uniche pause del mercato a cui abbiamo assistito, si sono poi rivelate come fasi di ulteriore accumulazione e accelerazione. Pertanto, una inversione di tendenza, anche di breve periodo, è assolutamente necessaria per poter convalidare comunque il trend di lungo periodo dell’azionario. Sull’indice FTSE/MIB il primo supporto importante si trova sulla soglia psicologica dei 23.000 punti, con un primo obiettivo ribassista a quota 22.400, ed uno ancora più ambizioso fino al livello 21.900. Sul DAX, invece, il supporto è a 11.600 con un potenziale di discesa fino a 11.200, ma non oltre i 10.600 punti.

2) Aria di grandi operazioni sul listino milanese, ma soprattutto il ritorno dei grandi nomi che si muovono. Quali i protagonisti per i prossimi mesi?

Come appena detto, la situazione sul mercato azionario richiede prudenza e, probabilmente, non è ancora il momento per fare nuovi acquisti. Comunque, sono diversi i titoli che seguiamo e che potrebbero reagire prima e meglio di altri nell’eventualità di un nuovo rally: DANIELI, settore industriale molto specializzato, esposto verso i paesi emergenti, elevata liquidtà netta; ENEL, ingiustificato sconto holding, crescita della Spagna, buon dividendo; BUZZI UNICEM, sottovalutata rispetto ai competitors, crescita positiva in previsione della stabilizzazione del mercato russo sul quale è esposta; poi, a seguire buona parte del settore bancario (UNICREDIT, INTESA), con particolare riguardo ad alcune banche popolari (BPER, UBIBANCA)

3) Petrolio, la vera incognita del momento: per la più grande società di trading sul greggio i prezzi non scenderanno sotto i 50 dollari al barile. Ma anche se così fosse, sarebbe veramente una vittoria per chi opera nel settore?

Sia dal punto di vista fondamentale che tecnico, effettivamente il petrolio sembra aver trovato da inizio 2015 una giusta collocazione nell’area intorno ai 50 dollari al barile. La produzione di shale oil riesce soddisfare la domanda globale di greggio, tra l’altro anche in leggera diminuzione nei principali paesi emergenti come la Cina, e pertanto è difficile pensare che vi sia una corsa all’approvvigionamento tramite future o altri derivati. Se di vittoria si deve parlare, sta nel fatto che le quotazioni non siano scese sotto quota 42 dollari, con il rischio di penalizzare i bilanci delle società energetiche, settore molto “pesante” anche sul listino italiano. Nonostante le quotazioni attuali, è ancora presto per parlare di inversione di tendenza in quanto appare molto forte l’eventuale resistenza posta sul livello 70 dollari.

4) Grin o Grexit: un intero continente, dipende da questa filastrocca. La Grecia a quanto pare resterà a tutti i costi nella moneta unica, ma la credibilità dopo tutto quanto sta accadendo sarà minata lo stesso. E’ questa la sola Europa possibile?

I nodi vengono sempre al pettine. Nonostante la raggiunta stabilità politica e l’intraprendenza di Tsipras e del ministro delle finanze Varoukakis, i conti non tornano, è solo questione di tempo. Ed è già da diversi mesi che il problema viene rimandato. L’ipotesi più probabile è che si trovi l’ennesimo accordo per salvare lo Stato ellenico, anche se il prezzo che la Grecia dovrà pagare sarà altissimo. Certamente l’Europa non se esce bene ed il rischio che in futuro altre situazioni analoghe possano verificarsi lascia molto perplessi. Nelle prossime settimane, visti i debiti in scadenza, sapremo il destino della Grecia, ma l’augurio più importante è che si tragga insegnamento da questi episodi, si adottino regolamentazioni adeguate e che, finalmente, si proceda a passo più spedito verso una unione “politica” dei vari paesi, e non solo monetaria.

Pubblicato il 24 aprile, 2015 | Categoria: Articoli

LIVE TRADING del 20/4/2015

Operazione LONG sul Future DAX.

Pubblicato il 20 aprile, 2015 | Categoria: VideoTrade

La Grecia fa paura, violati i primi supporti

Pubblicato il 17 aprile, 2015 | Categoria: VideoAnalisi

Contestatrice o trader long di EUR/USD?

Il Presidente della BCE Mario Draghi ricoperto di coriandoli durante la conferenza stampa del 15/4/2015.

Pubblicato il 15 aprile, 2015 | Categoria: VideoAnalisi

FTSE/MIB, la corsa continua

Piazza affari sembra inarrestabile, anche grazie ai massimi storici delle principali Borse mondiali. Molti operatori sono in attesa di un ritracciamento che riporti i prezzi sotto quota 23.000, ma finora nessuno stop.

Il mercato azionario italiano rimane decisamente impostato al rialzo nel lungo periodo. Osservando un grafico daily del Future FTSE/MIB, infatti, risulta evidente come le quotazioni si stiano muovendo da inizio anno all’interno di un canale ascendente abbastanza inclinato e neppure particolarmente ampio. Più precisamente, dopo il superamento dell’importante resistenza posta sul livello 21.000, Piazza Affari ha accelerato la propria corsa senza trovare ostacoli sia sulla soglia psicologica dei 22.000 punti che nell’intorno di quota 22.575, il massimo realizzato lo scorso anno. Al contrario, complice l’inizio concreto del Quantitative Easing deciso dalla Bce, i prezzi hanno avuto la forza di salire ancora fino ai livelli attuali (23.430), nonostante qualche seduta di incertezza in area 23.000.

A conti fatti, la performance realizzata negli ultimi due mesi è addirittura maggiore dell’11%, un risultato su cui avremmo messo la firma per tutto il 2015. Si tratta di un trend continuo e duraturo che ha preso alla sprovvista molti operatori, convinti che prima o poi ci dovesse essere una storno del mercato, o almeno un ritracciamento significativo, situazione che non è ancora verificata.
Bisogna ammetterlo, in questi mesi la Borsa italiana ha mostrato una forza relativa davvero dirompente rispetto agli altri mercati azionari, europei e americani: quando questi ultimi scendevano il FTSE/MIB rimaneva invariato, mentre quando salivano il mercato italiano sovraperformava. Il tutto, probabilmente, perché il mercato italiano è ancora molto lontano dai massimi storici che invece stanno caratterizzando le principali Borse mondiali.

FIGURA 1 – Analisi di medio periodo sul Future FTS/MIB
20150410ftsemib-daily













Dal punto di vista operativo non vi sono segnali di inversione e pertanto il prossimo obiettivo rialzista, per quanto possa sembrare ambizioso, è sicuramente individuabile vicino al livello 24.500, area di massimi realizzati addirittura sei anni fa. Se, invece, il FTSE/MIB dovesse ritracciare momentaneamente verso quota 23.080, con una eventuale chiusura daily inferiore alla soglia dei 23.000, sarebbe un primo segnale di debolezza che potrebbe riportare le quotazioni verso l’area 22.500.

FIGURA 2 – Analisi di breve periodo sul Future FTS/MIB
20150410ftsemib-hourly












Pubblicato il 10 aprile, 2015 | Categoria: Articoli

LIVE TRADING del 9/4/2015

Operazioni di scalping sul Future DAX.

Pubblicato il 9 aprile, 2015 | Categoria: VideoTrade

Borse azionarie sempre sui massimi

Pubblicato il 30 marzo, 2015 | Categoria: VideoAnalisi

LIVE TRADING del 25/3/2015

Operazione SHORT sul Future FTSE/MIB.

Pubblicato il 25 marzo, 2015 | Categoria: VideoTrade

Forex, volatilità in arrivo

Dall’intervista di TREND-ONLINE.com al nostro trader Alessandro Aldrovandi.

1) Partiamo prima di tutto dalla Federal Reserve. La sua “pazienza” sarà ancora presente sul comunicato dopo mercoledì?

Credo di si, anche se la tempistica per un rialzo dei tassi si avvicina sempre più. I target fissati dalla Fed (disooccupazione sotto il 6% ed inflazione al 2%) per la riduzione del QE sono stati raggiunti ma, probabilmente, il timore di un crollo dei mercati finanziari potrebbe far slittare la decisione a favore di un rialzo dei tassi d’interesse di qualche mese, forse in tarda primavera. Certamente non oltre, soprattutto per evitare una sopravalutazione del dollaro rispetto alle altre valute.
In compenso, le Borse Usa stanno già risentendone, visto che da diverse settimane mostrano segni di cedimento, in modo totalmente scorrelato rispetto ai mercati europei. L’indice S&P500, ad esempio, dovrebbe trovare un primo importante supporto in area 2.000 punti.

2) Petrolio ai minimi dal 2009. Come sfruttarlo e soprattutto, è il caso di approfittare?

Negli ultimi 10 mesi il prezzo del petrolio è calato del 58% e questo trend potrebbe continuare ancora per parecchio tempo, dato che neppure i venti di guerra nei paesi arabi sono riusciti ad arrestarne la discesa. E’ oramai risaputo che lo “shale oil”, ossia un petrolio non convenzionale ma altrettanto efficace, abbia notevolmente ridotto il pericolo di esaurimento delle riserve mondiali di quello tradizionale e, al contrario, conteggiandolo, le abbia aumentate di parecchio. In più, le stime dicono le principali riserve di olio di scisto tecnicamente recuperabili si trovino soprattutto negli Usa.
Dal punto di vista operativo, gli analisti più pessimisti hanno individuato target ribassisti addirittura vicino a 20 dollari al barile. Probabilmente non si arriverà a quotazioni così scontate, ma di sicuro non è ancora il momento di investire su questa commodity. Proprio nei giorni scorsi, è stata toccata ancora l’area di minimo intorno all’area 44 dollari. Molto meglio aspettare concreti segnali di inversione, che potranno avvenire solo al superamento della resistenza posta sul livello 59 dollari.

3) Euro-dollaro: dopo la parità di parla di un cambio anche a 0,80. Cosa aspettarsi ora e come muoversi sul mercato Forex?

Anche in questo caso è necessario attendere le prossime decisioni della Fed e valutare con attenzione la loro motivazione. Grazie al futuro rialzo dei tassi americani, infatti, la parità tra Euro e Dollaro Usa sembra oramai data per certo nel breve termine, ma spingersi oltre diventa davvero difficile. Certo, non può essere escluso un periodo in cui il cambio possa tentare di avvicinarsi all’area 0,94, ma è anche vero che nell’ultimo anno il cross Eur/Usd è sceso ininterrottamente da 1,40 all’attuale quotazione di 1,05, senza mai alcun ritracciamento degno di nota, ma solo con l’intermezzo di alcune fasi laterali. Pertanto, pur considerando l’elevata volatilità che si presenterà nell’area intorno alla parità, a nostro parere questo livello dovrebbe rappresentare comunque un importante supporto da cui partire per costruire posizioni rialziste almeno fino a livello 1,15.

Pubblicato il 17 marzo, 2015 | Categoria: Articoli
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