E’ iniziato il campionato ITCUP 2018

Ci siamo.
Quella che parte lunedì prossimo è la XX^ ITCup. Venti anni di Campionato di Borsa con denaro reale. Come dire la storia del trading on line italiano.
Quando si organizza un evento la prima domanda che ci si pone è: “Perché qualcuno dovrebbe partecipare?” Il che a ben vedere, a meno di essere affetti da un patologico egocentrismo, è una variazione della domanda: “Perché fare ’sta roba?
Piacerebbe poter dire che “…fin dall’inizio avevamo capito che il pubblico…” Purtroppo no, nessuna chiara visione di lungo termine. Molto semplicemente servivano persone competenti per, analizzare, interpretare e commentare i mercati.
Una sorta di talent ante litteram. Una valorizzazione dei talenti inespressi.
Ben presto però altri due piani di lettura sono emersi, tra di loro inaspettatamente collegati. La giusta ambizione di ognuno di mettersi alla prova e, attraverso la pubblicizzazione delle operazioni (quindi strategie, tecniche, metodologie ed esperienze) dei campioni, un momento di condivisione tra trader.
Quindi il Campionato era diventato anche una sorta di sfida corale ai mercati.

Tuttavia dopo le prime dieci – quindici edizioni un dato faceva riflettere: perché alcune persone continuavano a partecipare, con alterne vicende, e magari manco venivano ad assistere alla premiazione o partecipavano alla discussione, pubblica o privata?
Cosa li spingeva?
Qualche anno addietro un partecipante che “rischiava” di finire sul podio ma non voleva rinunciare all’anonimato diede la risposta più tecnica: “… Guarda Ascanio che per me il Campionato è un benchmark. Io non so davvero se sto lavorando bene o male. Magari perdo perché il mercato è particolarmente difficile e guadagno perché troppo facile. Non posso saperlo se resto chiuso in casa o ascolto semplicemente quelli che … ne parlano. Per questo partecipo, vincere diventa secondario”.

Insomma il pubblico ha capito il vero valore del Campionato prima e meglio degli organizzatori.

Ancora oggi, quando racconto in giro di questa idea da matti, al barista, alla volontaria dell’associazione, al vicino di casa o al collega giornalista generalista, di solito il commento è: “che bello che facciate emergere i meritevoli, che bravi che siete!

Bravi noi? No cari amici, bravi voi!