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I dati macro della settimana 9-13 gennaio

7 gennaio, 2012

Cliccando sulla seguente immagine, sarà possibile consultare l’elenco dei principali dati macroeconomici che verranno rilasciati questa settimana.

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Oro giù e dollaro sù, e può continuare ancora

6 gennaio, 2012

Della serie “l’avevamo detto”, modestia a parte.
Dopo l’estate dello scorso anno, indecisi sul da farsi e diventati scettici sui mercati azionari a causa dal trading range che aveva ingabbiato quasi tutte le Borse del mondo (dall’America all’Europa, passando per i Bric e molti paesi emergenti), avevamo focalizzato l’attenzione su asset differenti allo scopo di trovare grafici che avessero una impostazione tecnica differente e che, forse, subissero meno direttamente gli effetti della crisi finanziaria. L’analisi era stata illustrata in una articolo dello scorso ottobre sul mensile EFFE MAGAZINE e ci aveva portato a considerare in esaurimento il pluriennale trend ascendente dell’oro, mentre, al contrario, prospettavamo l’inizio di un constistente e perdurante rafforzamento del dollaro Usa rispetto a quasi tutte le altre valute (non solo l’euro).
La nostra previsione si è rivelata corretta: dalla pubblicazione dell’analisi ad oggi, le quotazioni dell’oro sono scese da 1.750$ all’area 1.600$, mentre il cambio euro/dollaro da 1,42 a 1,27. A parte i fisiologici ritracciamenti o rimbalzi o pullback che potranno verificarsi, al momento rinnoviamo questo outlook anche per la prima parte del 2012.

Una “teoria dei volumi” anche per le valute

3 gennaio, 2012

Da GUIDA FOREX 2012, 2° edizione, Editrice Le Fonti

Secondo le teorie tradizionali dell’analisi tecnica, i volumi corrispondono alla quantità numerica di titoli che vengono scambiati durante la seduta di Borsa e sono solitamente visualizzati nella parte bassa del grafico con una successione di istogrammi verticali suddivisi in base al timeframe prescelto. ll loro studio è fondamentale ai fini di una corretta interpretazione dell’andamento delle quotazioni perché consente di trovare conferme sugli eventuali movimenti direzionali del mercato: quando i volumi di scambio sono elevati o in crescita, generalmente confermano la forza del trend primario in corso, rialzista o ribassista che sia; al contrario, quantità negoziate scarse o in evidente diminuzione dovrebbero indicare una fase di incertezza, che a volte può essere solo una momentanea correzione del trend principale, talvolta una sua definitiva inversione.
E’ risaputo che sul Forex non è possibile effettuare alcuna analisi volumetrica dei cross, poiché si tratta di un mercato OTC (Over The Counter) senza una struttura centralizzata che controlli e misuri gli scambi, ma si può ovviare a questo problema utilizzando i volumi dei contratti Futures sulle relative valute…continua

I dati macro della settimana 2-6 gennaio 2012

1 gennaio, 2012

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Analisi mercati europei su BORSA&FINANZA

31 dicembre, 2011

Sull’ultimo numero del settimanale BORSA&FINANZA (31 dicembre 2011) è stato pubblicato un nostro articolo che ha per oggetto l’analisi tecnica di medio-lungo periodo sui principali mercati azionari europei.

 

 

 

 

 

 

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Per il FTSE/MIB la calamita è il livello 15.000

30 dicembre, 2011

Dalla Newsletter 30/12/2011 dell’ITForum

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FTSE/MIB AL PALO. LA CALAMITA E’ IL LIVELLO 15.000
La prima solida resistenza da superare si trova a 16.150. La parola d’ordine, per ora, resta comunque la prudenza.

Nelle ultime settimane l’andamento del FTSE/MIB ha continuato a mostrare evidenti segni di incertezza e criticità. L’indice si è nuovamente avvicinato al doppio minimo realizzato lo scorso settembre in area 13.020/13.040; questa volta, però, la discesa si è arrestata sul livello 13.610 per poi dare inizio ad un mini-rally che ha portato le quotazioni fino a 16.150 punti, dove passa la trendline ribassista di medio periodo…continua

I dati macro della settimana 26-30 dicembre

24 dicembre, 2011

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Auguri, Auguri, Auguri!

23 dicembre, 2011

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La trappola della liquidità

20 dicembre, 2011

Riportiamo di seguito un interessantissimo articolo pubblicato oggi da DAGOSPIA. Si fa riferimento al famoso fenomeno della “trappola della liquidità”, un meccanismo finanziario che porta alla completa stagnazione dell’economia. L’esempio più clamoroso è quello rappresentato dal Giappone, che si trova in questa situazione da quasi un ventennio dopo la grande crisi che l’ha colpito nel 1990. Toccherà anche a Europa ed Usa?

Bill Gross, fondatore e capo di Pimco, il fondo di investimenti con il più grande portafoglio di obbligazioni al mondo, interviene oggi sul “Financial Times”, e si schiera apertamente contro le politiche recenti delle banche centrali di tutto il mondo, che stanno cercando di far uscire l’Europa e gli Stati Uniti dalla crisi finanziaria a suon di tagli di tassi e “quantitative easing” (per i profani: iniezioni di contanti nel mercato).
Secondo Gross, che è coinvolto in prima persona data la quantità immensa di bond che gestisce, non sono solo i “soldi cattivi a cacciare via i soldi buoni” (come diceva Gresham) ma anche “i soldi a basso costo”, cioè il denaro senza tassi di interesse con cui le banche centrali stanno inondando i mercati per cercare di placarli. Storicamente, gli istituti centrali hanno adottato questo modello: rendimenti via via più bassi stimolano la domanda aggregata e, nel caso dei mercati finanziari, spostano gli investimenti su asset sempre più rischiosi, unico modo per continuare a fare utili.
Stampando denaro e tenendo i tassi a zero, stanno però facendo il contrario di quello che vorrebbero: invece di aumentare la predisposizione al credito, questa si sta restringendo. Gross fa l’esempio del crac di MF Capital, fondo che opera nel suo stesso settore. Se un investitore ha depositato i suoi soldi in una banca d’affari o presso un broker che non solo sembra a rischio (come era MF Capital vista la sua esposizione verso i paesi dell’Eurozona), ma non genera profitti visti gli interessi zero, perché mantenere il deposito? Forse si sentirebbe più a sicuro con una banconota da 100$ sotto il materasso piuttosto che con la stessa somma presso un broker.
I soldi “ultra-cheap” che girano ora stanno davvero facilitando il credito o invece stanno distruggendo la liquidità, facendo fuggire gli investitori e impedendo la ripresa economica?
(Dagoreport dall’editoriale di Bill Gross per il “Financial Times”)

I dati macro della settimana 19-23 dicembre

17 dicembre, 2011

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