ESMA vieta le opzioni binarie e limita i Cfd

Queste misure sono state approvate dal consiglio delle autorità di vigilanza dell’ESMA il 23 marzo 2018 con l’obiettivo è proteggere i clienti retail ed i piccoli risparmiatori.

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha concordato misure in merito la fornitura di contratti per differenze (CFD) e opzioni binarie, agli investitori al dettaglio in tutta l’Unione Europea (UE).
Le misure concordate includono:

1. Opzioni binarie: divieto di commercializzazione, distribuzione o vendita agli investitori al dettaglio;

2. Contratti per differenza (CFD): una restrizione sulla commercializzazione, distribuzione o vendita di CFD agli investitori al dettaglio. Questa limitazione consiste in:

a) Leva limitata nel momento dell’apertura delle posizioni, in particolare:
30:1 sui cambi Forex Major,
20:1 su oro, indici principali e cross valutari non major
10:1 su commodities (no oro) e sugli indici borsistici non principali
5:1 su Azioni
2:1 su Criptovalute

b) Chiusura graduale delle posizioni del cliente una volta che le perdite raggiungono il 50% del margine impegnato. Questa misura nasce dalla volontà del legislatore di proteggere il cliente, in primis dall’eventualità di un conto in negativo ed in generale per tutelare il cliente da perdite di capitale troppo repentine.

c) Protezione del saldo negativo per singolo cliente al dettaglio.

d) Restrizione degli incentivi offerti per negoziare CFD, in particolare Bonus e cashback. Limitazioni verranno applicate anche al marketing ad alla cosiddetta pubblicità ingannevole. Dovrà essere spiegato al potenziale cliente l’elevato livello di rischio di questi prodotti.

e) Risk Warning: I Broker per ogni comunicazione al cliente o potenziale cliente sono obbligati a inserire un appropriato avviso di rischio. Ogni Broker CFD dovrà indicare la percentuale di clienti perdenti negli ultimi 12 mesi.

L’esma, in accordo con le varie autorità europee (National Competente Authorities NCAs) ha dichiarato che i motivi di preoccupazione, che hanno portato a queste decisioni, sono dovute alla notevole complessità di questi strumenti e alla mancanza di trasparenza. In particolare, per i CFD, il problema è l’eccessiva leva finanziaria, mentre per le opzioni binarie è uno strutturale rendimento atteso negativo, oltre che un conflitto di interesse tra il fornitore (broker) ed il cliente. Sono stati anche riscontrati ei problemi relativi al marketing di tali prodotti.
Secondo le analisi delle autorità dei singoli paesi europei, una percentuale compres atra il 74% e l’89% dei conti retail (piccoli investitori) perde una cifra media compresa tra 1.600 euro e 29.000 euro.